diodatomusic.it | Sito ufficiale di Diodato

diodatomusic.it


fb-icotw-icoinstagram-icoyou-tube-ico

itunes-icospotify-icoamazon-icotim-ico

Dal blog

AD-SLIDER-SITO-date

Essere semplice, il nuovo singolo di Diodato

Diodato torna con il nuovo atteso singolo ESSERE SEMPLICE (Carosello Records), disponibile dal 18 maggio in streaming, download e rotazione radiofonica.

ESSERE SEMPLICE è un freschissimo brano pop che dietro la leggerezza e la spensieratezza della melodia nasconde un messaggio importante, come la scrittura di Diodato ci ha da sempre abituati: un monito fatto a se stessi a prendere le cose con semplicità nonostante le difficoltà della vita perché “sono cose che succedono… ma sì, che ci vuoi fare!”
Così Diodato ha commentato sui social l’uscita del nuovo singolo:

Succedono cose che stravolgono tutto, colpi di scena che sembrano scritti da uno sceneggiatore sapiente che sa come lasciarti col fiato sospeso, come metterti con le spalle al muro di fronte alle tue incertezze, alle scelte fatte, alle occasioni perdute.Sono stato un pazzo forse, ho seguito il cuore più della testa, ho preferito continuare a correre nel buio assetato di luce.Che ci vuoi fare caro mio, sei complicato, lo eri già da bambino in fondo, anche se quel faccino che ti hanno dato sembrava raccontare un’altra cosa, una semplicità che nel vuoto di certe notti ti è capitato spesso di desiderare.Vi chiedo scusa se non vi ho ascoltato, se ho preferito rompere tutto e cominciare daccapo, se vi ho spesso messo a disagio col mio essere a disagio, fuori posto, se ho sempre preferito andare a vedere cosa c’era dietro ogni limite imposto.Chiedo scusa, ma era più forte di me.”

Il messaggio di ESSERE SEMPLICE fa da continuum a quello del carpe diem espresso in ADESSO, il brano che Diodato ha presentato al Festival di Sanremo 2018 insieme al collega e amico Roy Paci, che ha raccolto un ottimo riscontro da parte del pubblico e della stampa.

ESSERE SEMPLICE è l’ennesima prova delle doti artistiche di Diodato, che si conferma uno dei cantautori più intensi, raffinati e talentuosi del panorama musicale italiano.
Un artista da ascoltare specialmente dal vivo: dopo la prima parte del tour, che ha toccato anche le maggiori capitali europee, Diodato torna dal vivo per una serie di concerti estivi (una produzione Godzilla Market).

Queste le date fino ad ora annunciate:

15 giugno Agliana (PT), Giugno Aglianese
16 giugno Bergamo, Happening Lazzaretto
04 luglio Milano, Estate Sforzesca
15 luglio Biella, ReloadSound Festival
19 luglio Treviso, Suoni di Marca
26 luglio Sovicille (SI), Museo del Bosco
27 luglio Locorotondo (BA), Locus Festival
29 luglio Trento, LagoraiD’inCanto
03 agosto Grottaglie (TA), Carsica Festival
09 settembre Calice Ligure (SV), Calice Music Fest

Share Button 3
diodato-stampa-blog

In questa città meravigliosa avvelenata dall’Ilva esserci è una scelta politica

Io sono tarantino per scelta, non per nascita. Ho passato nella città di Taranto pochi anni, giusto quelli delle scuole medie e superiori, ma mi sono bastati per permetterle di entrare nel sangue, nella testa e nella pancia. L’ho lasciata sapendo che questa città mi aveva messo dentro un’inquietudine, una voglia di rivalsa che poi ho portato e sfogato altrove. Vivere a Taranto alla fine degli anni novanta significava avere poche scelte e prospettive. Potevi andare a lavorare nella grande mamma industria ILVA, che ormai da molti anni allattava i suoi figli con un latte amaro, o presso le sue cugine strette, raffinerie, cementifici, oppure in Marina Militare e sperare di viaggiare un po’ e non dovere mai andare a fare una guerra.

Soluzioni però che non mi entusiasmavano affatto.

L’industria tarantina mi ha sempre spaventato, con il suo scenario notturno apocalittico alla Blade Runner, mentre il mondo militare è sempre stato molto lontano da me. E allora niente, si va via e si va a studiare altrove, e poi si comincia a suonare, a fare dischi e si torna solo nelle feste comandate e l’estate. Nel frattempo però, pian piano, anche fuori dalla città, si comincia finalmente a parlare di ILVA e inquinamento, disastro ambientale, ricatto occupazionale, morte. Taranto a quanto pare ha record poco invidiabili. È tra le città con il più alto tasso di tumori d’Italia, anche tra i bambini, anche se è difficilmente dimostrabile visto che, guarda caso, manca un registro tumori.

È però anche una delle città con il più alto tasso di disoccupazione e i lavoratori e la città tutta sono quindi costretti a scegliere tra lavoro e salute. Si chiama ricatto occupazionale, appunto. Non creare alternative per far accettare situazioni scomode, come scegliere di morire di fame o di malattia. Bel quesito. Alcune statistiche parlano di 11.500 morti in soli sette anni. Interviene prima la magistratura che sequestra gli impianti, poi lo stato con i suoi decreti che permette alla fabbrica di continuare a produrre e inquinare.

Si forma spontaneamente un comitato di cittadini e lavoratori, Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, che stanchi ed esasperati dalla situazione, manifestano, urlano il proprio dolore, provano a farsi ascoltare dalle istituzioni, a proporre alternative.

Ma le richieste di semplici esseri umani vengono annientate dalle logiche del profitto. Occorre allora alzare ancor di più la voce, far capire all’Italia intera che viviamo in un Paese in cui si violano giornalmente i diritti umani, il diritto alla vita, a un lavoro dignitoso. Ecco perché nasce l’Uno Maggio Taranto, Libero e Pensante, organizzato dal basso, senza partiti politici, senza quelle sigle sindacali che a Taranto hanno spesso fatto gli interessi della fabbrica più che dei lavoratori, senza l’appoggio di lobby. Organizzato, appoggiato e sostenuto da gente comune, cittadini, operai e piccoli commercianti. All’inizio sembra una follia, ma la determinazione di pochi crea un miracolo per tanti. Artisti italiani noti decidono di appoggiarlo e di venire ad esibirsi gratuitamente. Arrivano centinaia di migliaia di persone, la stampa e associazioni da tutta Italia che vengono a raccontare le loro storie e lotte quotidiane. La manifestazione cresce sempre di più fino a divenire la più grande espressione di denuncia e proposta d’Italia.

Sì perché l’Uno Maggio Taranto non è un festival musicale, è mostrare una prospettiva diversa, è creare alternative concrete, è mettere un grande megafono nelle mani di chi ha bisogno di farsi ascoltare, di raccontare situazioni inaccettabili per uno stato civile.È per questo che dovete venire a Taranto, è per questo che venirci significa fare politica, fare una scelta sociale, ritrovare una connessione reale tra parole importanti e realtà. E poi perché Taranto è una città meravigliosa, nonostante tutto, nonostante le scelte scellerate e nonostante lo stupro subito, riuscirà ancora a sorprendervi, a farvi sorridere il cuore.

Parola di un tarantino, per scelta.

Su La Stampa – 1° maggio 2018
Share Button 3